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Gare d’Appalto? Partecipare in modo più semplice grazie al DGUE

L’entrata in vigore del Codice degli Appalti ha reso obbligatoria in tutti gli Stati dell’Unione Europea l’introduzione del DGUE, il Documento di Gara Unico Europeo, utile a semplificare le procedure di partecipazione ad una gara.

Ma di che cosa si tratta e come funziona?

Il DGUE è un modello auto-dichiarativo in formato telematico che sostituisce i moduli emessi dalle amministrazioni aggiudicatrici e dagli enti aggiudicatori.

Permette alle imprese che partecipano ad una gara e agli altri operatori economici di attestare:

  • situazione finanziaria
  • idoneità
  • rispetto dei criteri di selezione
  • assenza di situazioni che potrebbero comportare l’esclusione dalla procedura di gara.

    Gare d'appalto e DGUE 

 

Data la sua natura telematica e quindi la necessità di compilarlo e inviarlo online, la sua introduzione ha di certo agevolato la partecipazione ad un bando di gara, rendendo più semplice la procedura di presentazione di un’offerta.

In virtù del rispetto della trasparenza, le Stazioni Appaltanti avranno il dovere di indicare nei documenti di gara una serie di elementi, vale a dire:

  • le informazioni sul formato elettronico del DGUE
  • l’indirizzo del sito internet in cui è disponibile il servizio per la compilazione del DGUE
  • le modalità con le quali il DGUE elettronico deve essere trasmesso alla stazione appaltante.

Alla fine della gara, invece, l’ente che si sarà aggiudicato l’appalto dovrà inviare alcuni documenti, al fine di attestare la veridicità di quanto dichiarato nel DGUE stesso.

PRO-Q permette la gestione del DGUE. La piattaforma di e-Procurement, infatti, automatizzando e semplificando le procedure, rende più facili le attività di e-Procurement.

Per saperne di più sul DGUE contattaci all’indirizzo info@pro-q.it oppure telefona al +39 041 2525811.

 

File XML: problemi di "linguaggio"

Come le PA sanno bene, entro il prossimo 31 gennaio è necessario che adempiano agli obblighi di pubblicazione in materia di anticorruzione (art. 1, comma 32, della L.190/2012) in modo da assicurare il concreto accesso alle informazioni sui contratti pubblici. Devono quindi comunicare via PEC all’A.N.A.C. l'avvenuta pubblicazione dei dati nel file in formato aperto e standardizzato (XML), e l’URL per l’accesso automatizzato ai file pubblicati e la verifica. Quella che in teoria sembra un’operazione banale, per molte PA, ben 9.678 nel 2017*, nella pratica è ancora uno scoglio difficile da superare. Il sito dell’A.N.A.C. fotografa promossi e bocciati di anni di accessi o verifiche alle risorse pubblicate, riportandone l’esito: positivo o impietosamente negativo.
 
File XML
 
Perché così tanti esiti negativi? Ecco la risposta del nostro esperto Ruggero Di Mauro:
 
"Il motivo determinante per l’esito negativo della verifica di adempimento da parte dell’A.N.A.C. è dichiarato esplicitamente nella motivazione stessa della bocciatura: “una o più risorse non sono risultate disponibili o verificabili per non conformità sintattica alle specifiche tecniche per la pubblicazione dei dati.
 
La sintassi in questione è quella dell’XML (eXtensible Markup Language), un linguaggio che consente la rappresentazione di documenti e dati strutturati su supporto digitale (si veda "XML Introduzione e nozioni fondamentali di sintassi", Università degli studi di Firenze, Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione), la cui estrema rigorosità genera non poche difficoltà.
 
Alla base della “non conformità sintattica” ci possono essere problematiche di carattere informatico, come l’utilizzo di un software di gestione dati in formato XML non adeguato a produrre un tracciato XML conforme a determinate specifiche tecniche di pubblicazione. Non vi è infatti il vincolo di utilizzo di uno specifico software. Questo può essere autoprodotto, messo a disposizione da altre PA o acquistato, ma il risultato deve essere quello richiesto. Esistono, inoltre, altre problematiche legate alla creazione del percorso d’accesso al file XML (URL) e alla sua trasmissione ad A.N.A.C.. Oppure il software di gestione è adeguato ma viene utilizzato male. Mancano cioè le competenze necessarie per utilizzarlo nel modo corretto e per ottenere quindi un file XML conforme alle specifiche.
 
File XML
*Elaborazione PRO-Q su dati A.N.A.C. 2017
 
Ci è capitato più volte di supportare le PA nella creazione del file XML e ci siamo trovati davanti a innumerevoli problematiche come: dati mancanti o errati, le stesse procedure d’acquisto ripetute molteplici volte, formattazione dei dati sbagliata, caricatura del file XML errata o mancante di dati fondamentali, e così via.
 
Mi occupo da anni della gestione dei dati di gara finalizzata alla creazione dei file XML per realtà pubbliche italiane, perciò mi interfaccio in prima persona con il personale addetto a tali mansioni. La prima cosa che mi è saltata all’occhio è che A.N.A.C. parte dal presupposto che le PA sappiano benissimo come creare ed aggiornare i file XML. Questo è vero per quelle poche che dispongono di un ufficio ICT. Ma per la parte restante, che invece non dispone di personale con queste competenze, i dettami per la creazione e trasmissione del file XML sono paragonabili alla conoscenza dell’aramaico antico. Per pochi, per intenderci.
 
Per rispondere a questa sentita esigenza, e a numerose richieste in questo senso, abbiamo attivato un servizio dedicato che consente la creazione e la trasmissione dell’XML e ne garantisce il corretto recepimento da parte di ANAC."
 
Contattaci per saperne di più!