Ecco le sei priorità della UE in materia di appalti pubblici

In Europa una percentuale considerevole degli investimenti pubblici viene spesa in appalti, per questo L’Ue ha definito sei priorità politiche che andranno a modificare già dai prossimi mesi il modo in cui vengono gestiti gli appalti pubblici.

Anche di questo si è parlato il 15 giugno a Sofia, durante l’incontro promosso dalla Commissione Europea “Migliorare l’accesso agli appalti pubblici” a cui ha partecipato anche il Commissario per il mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI Elżbieta Bieńkowska.

I dati raccolti da alcune analisi e valutazioni prodotte dalla Commissione mostrano che una parte sostanziale degli investimenti pubblici viene spesa attraverso gli appalti pubblici ed è pari a circa 2 miliardi di euro all’anno (14% del PIL dell’UE). Il commissario Bieńkowska ha confermato a questo proposito che la Ue incoraggia le autorità pubbliche a “utilizzare strategicamente gli appalti pubblici come strumento per ottenere un valore migliore per i soldi dei contribuenti e per contribuire a un’economia più innovativa, sostenibile, inclusiva e competitiva. La Commissione continuerà ad assistere gli Stati membri in tal senso e invita le autorità pubbliche a tutti i livelli di governo e le altre parti interessate a lavorare in un ampio partenariato”.

Migliorare la gestione degli appalti pubblici europei può arrivare a generare risparmi per un valore stimato di 20 miliardi di euro all’anno, solo ottenendo un guadagno dell’1% nell’efficienza della loro gestione.

Appalti europei 

Fonte immagine - publications.europa.eu

Per raggiungere questo importante traguardo la Commissione ha individuato sei priorità politiche per gli appalti pubblici:

  • UNA PIÙ AMPIA DIFFUSIONE DI APPALTI INNOVATIVI, ECOLOGICI E SOCIALI. Dati dimostrano che nel 55% delle procedure europee, il prezzo più basso è l’unico criterio di aggiudicazione preso in considerazione. Questo evidenzia una mancanza di attenzione alla qualità, sostenibilità e innovazione delle offerte ricevute da parte degli acquirenti pubblici. Per sradicare questa cattiva abitudine la Commissione aggiornerà e pubblicherà nuove indicazioni per l’orientamento all’uso di criteri innovativi, verdi e sociali, promuovendo anche lo scambio di best practice.

 

  • PROFESSIONALIZZARE GLI ACQUIRENTI PUBBLICI. Spesso infatti non possiedono le conoscenze tecniche, capacità imprenditoriali per gestire al meglio gli appalti pubblici. Queste carenze mettono a rischio la conformità degli appalti alla vigente normativa europea (Direttive UE del 2014 n. 23, 24 e 25) con conseguenze negative per le imprese fornitrici e i contribuenti. Per questo la Commissione ha pubblicato il 3 ottobre 2017 la Raccomandazione (ue) 2017/1805 dove invita gli Stati membri ad adottare misure per Costruire un'architettura per la professionalizzazione degli appalti pubblici.

 

  • AUMENTARE L'ACESSO AI MERCATI DEGLI APPALTI. Con particolare riferimento alle piccole e medie imprese che ad oggi si sono aggiudicate solo il 45% del valore complessivo degli appalti pubblici. Inoltre le aziende europee che vogliono fare offerte pubbliche all’estero incontrano grandi ostacoli all’accesso ai mercati non UE. Per questo la Commissione europea ha pesato ad un piano di aiuti per le PMI che prevederà un miglioramento della trasparenza, la completa digitalizzazione dei processi ed il miglioramento degli appalti strategici.

 

  • MIGLIORARE LA TRASPARENZA, L’INTEGRITÀ E I DATI. Questo permetterà di valutare meglio le prestazioni delle politiche di approvvigionamento, ottimizzare l’interazione tra i diversi sistemi di appalti pubblici ed infine definire le decisioni strategiche future. La Commissione spinge perché si creino registri per la pubblicazione dei contratti aggiudicati e dei relativi emendamenti, con accesso pubblico. Per affrontare e gestire più efficacemente i casi di corruzione, la Commissione vuole anche introdurre dei sistemi di comunicazione efficace e prevedere anche un sistema di protezione degli informatori dalle ritorsioni.

 

  • PROMUOVERE LA TRASFORMAZIONE DIGITALE DEGLI ACQUISTI. La Commissione spingerà per migliorare l’utilizzo degli strumenti di e-Procurement come eCertis, il Documento europeo sugli appalti unici (ESPD) e lo standard europeo per la fatturazione elettronica nell’ambito degli appalti pubblici introdotto dalla Direttiva UE 2014/55. Questo aiuterà gli Stati membri ad utilizzare le nuove tecnologie di Procurement, anche adottando gli standard in fase di definizione all’interno del comitato tecnico TC440 del CEN, il Centro di Normazione Europea che ha il compito di definire le EN, norme (standard) europee.

 

  • COOPERARE PER ACQUISTARE INSIEME. L’approvvigionamento cooperativo non è frequente (11% del totale delle procedure), nonostante consenta di ottenere a prezzi migliori e a beni e servizi di qualità superiore. Su questo fronte si pensa quindi di promuovere appalti pubblici transfrontalieri e una formazione di sostegno alle politiche a favore delle PMI. Ciò aiuterà gli acquirenti a lavorare insieme, a imparare gli uni dagli altri e ad assicurare un miglior rapporto qualità-prezzo, promuovendo e favorendo le iniziative di partenariato pubblico privato che in altri ambiti hanno dimostrato una grande efficacia.

 

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